Teoria della Complessità
Il nostro lavoro, e gli approcci che utilizziamo per supportare lo Sviluppo delle Organizzazioni e delle persone, si basano sull’interpretazione delle Organizzazioni come Sistemi Complessi Adattivi.
Tutti viviamo immersi in questo tipo di sistemi!
Per molto tempo gli scienziati hanno osservato l’universo come uno spazio lineare, con semplici regole di causa ed effetto. L’universo e altri sistemi sociali, come le organizzazioni venivano concepiti come macchine, composte da parti. L’idea era che lavorando su ciascuna parte si poteva migliorare il funzionamento dell’insieme. Presto fu chiaro che questo modo di leggere la realtà non è efficace.
Gradualmente, l’esplorazione della fisica quantica, e del funzionamento delle particelle dell’atomo, condussero a nuove consapevolezze, molto diverse dalle semplici regole lineari di causa ed effetto.
Nasceva la teoria della Complessità, una teoria basata su relazioni, emergenza (per esprimere ciò che emerge), ordine e iterazioni.
Una teoria che afferma che l’universo è un sistema composto da altri sistemi: sistemi meteorologici, immunitari, sociali (le organizzazioni), e che questi sistemi sono complessi e si adattano continuamente all’ambiente circostante.
Gil agenti del sistema sono le sue componenti. Per esempio le persone in un’organizzazione. (o la flora e la fauna in un ecosistema).
Gli agenti sono connessi tra loro e interagiscono tra loro in modi imprevedibili e non pianificabili.
Ma da queste infinite interazioni emergono delle regolarità che formano degli schemi che restituiscono informazioni al sistema e guidano le interazioni delle sue componenti. Pensate alla cultura aziendale nelle organizzazioni, il famoso detto: “qui da noi facciamo così”.
Queste sono alcune caratteristiche dei sistemi complessi.
- Il potere di generare il cambiamento non sta solo in cima alla gerarchia, ma è distribuito. Così anche il potere di impedire il cambiamento.
- Non è il singolo che ha la maggiore importanza, ma le relazioni tra gli individui.
- Tutte le persone sono agenti che influenzano, e sono influenzati da, tutti gli altri. Nessuno sta fuori dal sistema, e questo include i leaders. I leaders con alta sensibilità e capacità di comprendere le circostanze, sanno che il loro comportamento è solo uno tra i fattori che guidano il sistema.
- Tutti possono agire solo localmente, inclusi i leaders. Nei sistemi complessi, i piani dettagliati espressi dall’alto, sono sostituiti da requisiti minimi e adeguata autonomia perché gli individui possano auto-organizzarsi.
- Tra i fattori che influenzano la creatività organizzativa ci sono il flusso delle informazioni, la diversità, la connettività, le differenze di potere, l’ansia. La gran parte delle organizzazioni hanno flussi di informazione e diversità troppo ridotti, e troppe disparità nella distribuzione del potere.
E con maggiore dettaglio ecco alcune tra le più importanti proprietà dei sistemi adattivi complessi.
Emergenza. Piuttosto che interagire in modo controllato e pianificato, gli agenti del sistema agiscono in modi apparentemente casuali. Da queste interazioni prendono forma (emergono) schemi che guidano il comportamento degli agenti e del sistema tutto. Pensate a quale meraviglia architettonica è un termitaio, ricco di passaggi di collegamenti, caverne e tunnel di ventilazione. Non c’è un piano, la collina emerge come risultato del lavoro delle termiti che seguono alcune semplici regole.
Co-evoluzione. Tutti i sistemi esistono all’interno del loro ambiente e ne fanno parte. Così, quando l’ambiente cambia, anche i sistemi hanno necessità di cambiare ed adattarsi. E poiché sono parte dell’ambiente, quando cambiano, cambiano anche l’ambiente intorno, e ancora, con il cambiamento di questo, di nuovo essi devono adattarsi, in un processo costante. (Pensate a come le organizzazioni cambiano i modelli di business quando le condizioni del loro ambiente cambiano: tecnologie, società, cultura).
Sub-ottimo. Un sistema adattivo complesso non deve essere perfetto per prosperare nel suo ambiente. E’ sufficiente che sia leggermente migliore dei suoi concorrenti; ogni energia utilizzate per migliorare oltre questa soglia è sprecata.
Ha necessità di varietà. Maggiore è la diversità all’interno del sistema, più questo è forte. Ambiguità e paradossi abbondano nei sistemi adattivi complessi e creano nuove possibilità di co-sviluppo insieme all’ambiente. La democrazia è un buon esempio: la sua forza nasce dalla tolleranza, e ricerca di una varietà di prospettive politiche.
Connettività. Le modalità con cui gli agenti in un sistema si connettono e si mettono in relazione è cruciale per la sopravvivenza del sistema. Infatti sono le connessioni, la comunicazione, che consentono agli schemi di emergere e prendere forma, e di restituire feed-back agli agenti. Le relazioni tra gli agenti sono più importanti degli agenti stessi. Nelle organizzazioni questo significa che le relazioni sono più importanti dei singoli, e significa che la complessità conduce alla centralità delle persone nelle pratiche della leadership, ed a valorizzare la diversità, l’apertura e l’integrità.
Regole semplici. I sistemi adattivi complessi non sono complicati. Gli schemi che emergono possono avere una grande articolazione, ma le regole che governano le funzioni di un sistema sono piuttosto semplici. Un esempio classico: tutti i sistemi di cui l’acqua fa parte, fiumi, laghi, cascate, oceani, sono guidati dalla semplice regola che l’acqua trova il suo livello.
Iterazione. Piccoli cambiamenti nelle condizioni iniziali del sistema possono avere effetti significativi quando hanno attraversato il flusso emergenza-feedback alcune volte. (Conoscete probabilmente l’effetto farfalla).
Auto-organizzazione. Non c’è una gerarchia di comando e controllo in un sistema adattivo complesso. Non c’è pianificazione, non c’è gestione. C’è un costante lavoro di ri-organizzazione per trovare il miglior assetto nell’ambiente. Pensate ad una città, se sommassimo tutte le disponibilità alimentari e le dividessimo per il numero dei cittadini, scopriremmo che abbiamo due settimane di scorte. Ma nessuno ha fatto un piano di approvvigionamento alimentare per la città, non c’è un manager per questo, o un sistema di controllo. Il sistema si auto-organizza sulla base degli stimoli e delle informazioni che ciascuno produce.
Leadership facilitativa. L’alta propensione all’auto-organizzazione non significa che i leaders possono smettere di preoccuparsi. Piuttosto, il loro ruolo è quello di creare le condizioni perché il sistema possa esprimere tutte le sue potenzialità.
Orlo del Caos. Nella teoria della complessità, i sistemi esistono all’interno di uno spettro di condizioni che variano dall’equilibrio al caos. Un sistema in equilibrio è privo delle dinamiche interne che lo abilitano a rispondere tempestivamente all’ambiente. Tipicamente questo cesserà di esistere. Un sistema nel caos cessa di funzionare come tale. Lo stato più produttivo è appunto quello di “orlo del caos”, vicino al caos, ma non nel caos, la condizione in cui c’è la massima varietà e creatività che conducono a nuove possibilità. In questa condizione piccoli cambiamenti possono creare grandi opportunità.
Ciascun sistema è parte di un sistema più ampio. Pensate all’esempio della città e dell’approvvigionamento alimentare. Ciascun supermercato è un sistema con le sue persone, clienti, fornitori. Ed è un sistema che appartiene al sistema alimentare della città, che a sua volta appartiene al sistema alimentare del suo paese. Appartiene ai sistemi di distribuzione al dettaglio, locali e nazionali, ed al sistema economico locale, regionale, nazionale, mondiale.
I sistemi adattivi complessi sono intorno a noi. La maggior parte delle cose che diamo per scontate sono sistemi adattivi complessi, e gli agenti in ogni sistema esistono ignorando totalmente il concetto di cui trattiamo, ma questo non impedisce il loro contributo al sistema. I sistemi adattivi complessi sono un modello per interpretare il mondo intorno a noi, non un modello per prevedere ciò che accadrà. Peraltro quasi tutte le situazioni possono essere lette con la lente del “sistema adattivo complesso” e questo approccio apre una varietà di opzioni e scelte altrimenti difficili da immaginare.
Nota bibliografica.
Le principali ispirazioni rispetto alla complessità mi sono giunte da Margaret Wheatley e Dave Snowden. Da entrambi ho imparato molto. Questa sintesi nasce anche da molti tra gli iscritti citati in questa bibliografia.
